«Nosautres sem ’mbo Catalunha!», (siamo a fianco della Catalogna) inizia così il post su Facebook dei Lou Dalfin (il noto gruppo di musica occitana) in solidarietà con gli indipendentisti in piazza a Barcellona. E non poteva essere altrimenti dato il «filo rosso» che collega l’occitanismo alla storia della Catalunya. «Va ricordato che il progetto originale di Espaci Occitan (l’associaizone con sede a Dronero che promuove la cultura occitana) prevedeva il coinvolgimento della Catalogna - spiega Mariano Allocco, dell’associazione Alte Terre -. I due popoli hanno radici culturali comuni. A Barcellona è in corso una prova di forza tra due modelli organizzativi: gli stati nazione e i popoli che voglio recuperare la loro voce non contro l’Europa, ma per un’altra Europa. Una sfida che solo la politica può risolvere». 

Dal post dei Lou Dalfin emerge però una posizione più radicale: «Con questo atto lo stato spagnolo mostra inequivocabilmente il proprio volto antidemocratico e totalitario. Al contrario di quanto avviene in paesi sinceramente democratici dove i popoli possono scegliere liberamente il proprio destino, come nel caso del recente referendum scozzese». «L’identità culturale dei catalani è molto forte, la reazione di Madrid è incomprensibile - dice Dino Matteodo, esponente occitano -. È comunque più corretto parlare di vicinanza solidale che di un collegamento politico tra l’Occitania e il movimento catalano».

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